# Capitolo 7: Ricomincio da Me
Il cursore lampeggia sullo schermo del computer, aspettando che io inizi a scrivere. È passato un mese da quando ho visto Marco per l'ultima volta, un mese da quando ho deciso di essere onesta non solo con gli altri, ma soprattutto con me stessa. Il mio blog è rimasto silenzioso per tutto questo tempo, ma oggi è il giorno di ricominciare.
"Caro diario digitale," scrivo, poi cancello. No, troppo banale.
"Care lettrici," cancello di nuovo. Troppo formale.
Nunzio, seduto dall'altro lato del tavolo della cucina, alza lo sguardo dal suo articolo. "Scrivi quello che senti," dice semplicemente. "Come fai quando recensisci i libri."
Respiro profondamente e lascio che le dita scorrano sulla tastiera:
"Mi chiamo Lavinia, ho 25 anni, e fino a un mese fa pensavo di avere tutte le risposte. Scrivevo un blog chiamato 'UnaVitaOrganizzata' dove dispensavo consigli su come controllare ogni aspetto della propria esistenza. Poi la vita mi ha ricordato che alcuni dei momenti più belli sono quelli che non possiamo pianificare.
Questo non è più un blog su come organizzare la propria vita. È un blog su come vivere, semplicemente vivere, con tutte le imperfezioni e i disordini che questo comporta. Benvenuti in 'Una Vita Disorganizzata'."
Mi fermo, rileggendo quelle parole. Nunzio si è alzato silenziosamente e ora è dietro di me, le sue mani appoggiate sulle mie spalle.
"È perfetto," mormora, baciandomi la testa.
La convivenza con papà e Nunzio si è sviluppata in modo sorprendentemente naturale. Dopo il confronto con Marco, abbiamo deciso di non nasconderci più. Nunzio passa più tempo a casa nostra che nel suo appartamento, e vedere lui e papà discutere di articoli o guardare il calcio insieme mi riempie il cuore di una gioia che non sapevo di poter provare.
Il blog sta cambiando, proprio come sto cambiando io. Non scrivo più di liste e programmi perfetti, ma di momenti reali, di errori e di come imparare da essi. Le mie lettrici sembrano apprezzare questa nuova autenticità. I commenti sono più personali, più veri.
Anche il lavoro al giornale è diverso. Il capo redattore mi ha affidato una rubrica tutta mia, non più solo recensioni di libri ma riflessioni sulla vita quotidiana. "Hai trovato la tua voce," mi ha detto. "Usala."
"A cosa pensi?" La voce di Nunzio mi riporta al presente.
"A quanto sia cambiata la mia vita in un mese. A come tutto quello che pensavo fosse un disastro si sia trasformato in qualcosa di meraviglioso."
Si siede accanto a me, prendendo la mia mano nella sua. "Sai cosa mi ha detto tuo padre ieri sera?"
"Cosa?"
"Ha detto che non ti ha mai vista così serena, nemmeno prima che tua madre si ammalasse."
Le lacrime mi pizzicano gli occhi. "Pensi che la mamma sarebbe stata felice?"
"Tua madre voleva solo che fossi te stessa, Lavinia. E finalmente lo sei."
Guardo l'uomo accanto a me, l'uomo che mi ha aiutato a trovare il coraggio di essere me stessa. Non è stata una strada facile. Ci sono state le chiacchiere in redazione, gli sguardi di disapprovazione di alcuni, i commenti sulla differenza d'età. Ma abbiamo superato tutto insieme.
"Ho un'idea per il prossimo articolo," dico, tornando alla tastiera. "Si intitolerà 'L'arte di lasciare andare il controllo'."
Nunzio sorride. "Mi piace. Parlerai di noi?"
"Parlerò di come a volte dobbiamo perdere la strada per trovare quella giusta. Di come l'amore non segue schemi o programmi. Di come la vita vera accade proprio quando smettiamo di cercare di controllarla."
Mi bacia dolcemente, e in quel bacio c'è tutto: il passato che abbiamo condiviso, il presente che stiamo vivendo, il futuro che costruiremo insieme.
"Ti amo," sussurra contro le mie labbra.
"Ti amo anch'io," rispondo, e per la prima volta nella mia vita, non ho bisogno di pianificare cosa dire dopo.
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