Una Vita Organizzata | cap 5
# Capitolo 5: La Telefonata
Il profumo del caffè riempie l'appartamento mentre fisso lo schermo del telefono. Tre chiamate perse da papà, due da Marco, e una decina di messaggi non letti. Respiro profondamente e premo il tasto di chiamata.
"Lavinia." La voce di mio padre è calma, troppo calma. "Stai bene?"
"Sì, papà. Scusa se non ho chiamato ieri sera, io..." Le parole mi si bloccano in gola. Come si spiega a un padre che hai scoperto il tradimento del tuo fidanzato e hai passato la notte con il suo migliore amico?
"Sei con Nunzio?"
La domanda mi coglie di sorpresa. Non c'è accusazione nella sua voce, solo una gentile comprensione che mi fa venire le lacrime agli occhi.
"Sì," sussurro. "Papà, io... ho visto Marco ieri. Con un'altra."
"Lo so, tesoro. Mi ha chiamato Nunzio ieri sera, mi ha detto che ti aveva trovata sconvolta e che si sarebbe preso cura di te."
Nunzio rientra in quel momento con due tazze di caffè fumanti. Mi guarda con quegli occhi che sembrano sempre leggermi dentro, e mi porge una tazza prima di ritirarsi discretamente in cucina.
"Non è... non è solo per Marco," continuo, la voce che trema. "C'è dell'altro."
"Lavinia," mi interrompe dolcemente papà, "ricordi cosa mi diceva sempre la mamma? Che l'amore non chiede permesso, arriva e basta."
Le lacrime iniziano a scorrere liberamente. "Lo sapevi?"
"Da tempo. Ho visto come vi guardate, come vi cercate sempre con gli occhi in una stanza piena di gente. Mi ricorda come guardavo tua madre."
"Non sei... non sei arrabbiato?"
Sento il suo sospiro dall'altra parte del telefono. "Tesoro, tutto quello che ho sempre voluto è che tu fossi felice. E ho visto come ti sei spenta in questi ultimi mesi con Marco, come cercavi di forzare qualcosa che non funzionava più. E ho visto come si illumina il tuo viso quando Nunzio entra in una stanza."
Mi accascio sul divano, sopraffatta dall'emozione. "Ho paura, papà. È tutto così complicato..."
"La vita è complicata, Lavinia. Non puoi sempre organizzarla in categorie ordinate come fai nel tuo blog. A volte devi solo seguire il tuo cuore."
Nunzio è tornato silenziosamente nella stanza, si è seduto accanto a me senza toccarmi, ma la sua presenza mi dà forza.
"Marco continua a chiamare," dico a papà. "Non so cosa dirgli."
"La verità. Gli devi questo, e lo devi a te stessa. Ma non oggi. Oggi prenditi del tempo per te. Per capire cosa vuoi davvero."
"Ti voglio bene, papà."
"Anche io, tesoro. E di' a Nunzio che se ti fa soffrire, amico o non amico, dovrà vedersela con me."
Rido tra le lacrime. "Glielo dirò."
Quando chiudo la chiamata, mi volto verso Nunzio. Ha ascoltato tutta la conversazione, lo so dal modo in cui mi guarda.
"Tuo padre è un uomo straordinario," dice semplicemente.
"Lo è," concordo. "E ha ragione. Devo affrontare Marco."
Nunzio mi prende la mano, intrecciando le sue dita con le mie. "Non devi farlo da sola."
"No," rispondo, stringendo la sua mano. "Non sono più sola."
Il caffè si è raffreddato, ma non importa. Seduti sul divano, con le mani intrecciate e il sole del mattino che filtra dalla finestra, realizzo che per la prima volta nella mia vita non ho bisogno di un piano. Non ho bisogno di organizzare ogni dettaglio. Ho solo bisogno di questo: la comprensione di mio padre, il calore della mano di Nunzio nella mia, e il coraggio di affrontare qualunque cosa il futuro abbia in serbo per noi.
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