Una Vita Organizzata | cap 1

# Capitolo 1: La Routine Perfetta

Mi sveglio ogni mattina alle 6:30, proprio come suggerisco nel mio blog "UnaVitaOrganizzata". La routine è fondamentale per mantenere l'equilibrio, soprattutto quando si studia e si lavora contemporaneamente. Mentre preparo il caffè, sento i passi pesanti di papà al piano di sopra. Da quando la mamma non c'è più, cerchiamo entrambi di mantenere viva la sua presenza attraverso i piccoli gesti quotidiani, come utilizzare la sua vecchia moka per il caffè del mattino.

Nunzio arriva puntuale alle 7:15, come ogni mattina. È diventata un'abitudine da quando ha iniziato a passare a prendere papà per andare al giornale insieme. Li osservo mentre sorseggiano il caffè e discutono delle notizie del giorno. Nunzio ha quello sguardo penetrante che solo i giornalisti navigati possono avere, quello che sembra sempre alla ricerca di una storia nascosta. Mi ha aiutato molto in questi anni, soprattutto quando ho iniziato a scrivere per il giornale di quartiere. "Hai talento, Lavinia," mi ripete sempre, "devi solo trovare la tua voce."

Il blog sta andando sorprendentemente bene. Ho iniziato quasi per caso, pubblicando i pezzi che il giornale rifiutava. Articoli su come organizzare lo studio, recensioni di libri, consigli per chi vuole intraprendere il percorso universitario. Non avrei mai immaginato che così tante persone potessero essere interessate ai miei consigli. Marco, il mio fidanzato, dice che dovrei concentrarmi di più sullo studio e meno sul blog, ma non capisce quanto sia importante per me avere uno spazio tutto mio.

La facoltà di Scienze della Comunicazione mi sta dando molto, ma è il lavoro pratico che mi fa sentire viva. Quando scrivo una recensione per il giornale, quando intervisto qualcuno per un articolo, quando condivido i miei pensieri sul blog... è in quei momenti che sento di star realizzando qualcosa di concreto.

La presenza di Nunzio in casa nostra è diventata così naturale che a volte dimentico che non è sempre stato parte della nostra vita. È arrivato poco dopo la morte della mamma, prima come collega di papà che passava a trovarlo per un caffè, poi come amico che si fermava per cena, e infine come presenza costante nelle nostre giornate. Ha quel modo di guardarmi che mi fa sentire capita, come se vedesse oltre la facciata della ragazza organizzata e metodica che mostro al mondo.

Marco non capisce questa dinamica familiare. "Non è un po' strano avere sempre tra i piedi l'amico di tuo padre?" mi chiede spesso. Ma come potrei spiegargli che Nunzio è diventato parte del nostro equilibrio? Come potrei dirgli che grazie a lui ho trovato la mia strada nel giornalismo, che è stato lui a credere in me quando ho proposto la mia prima recensione?

La mia vita scorre su binari ben definiti: l'università al mattino, il lavoro al giornale nel pomeriggio, il blog la sera. Marco rientra in questi spazi come può, anche se ultimamente sembra sempre più distante, sempre più preso dal suo lavoro in banca. "È un periodo intenso," ripete come un mantra quando disdice i nostri appuntamenti all'ultimo momento.

Stasera dovremmo vederci per cena, ma ha già rimandato due volte questa settimana. Nunzio dice che dovrei parlare apertamente con lui dei miei dubbi, ma come faccio a mettere in discussione una relazione di tre anni? Come faccio a ammettere che forse quella perfezione che predico sul mio blog non esiste nella mia vita sentimentale?

Guardo l'orologio: sono le 8:30. È ora di prepararsi per l'università. Mentre raccolgo i libri, sento Nunzio e papà che si preparano per uscire. "Ci vediamo stasera per la riunione di redazione?" mi chiede Nunzio sulla porta. Annuisco, cercando di non pensare a quanto il suo sorriso mi faccia sentire al sicuro. Non dovrei notare queste cose, non dovrei sentire questo calore ogni volta che i nostri sguardi si incrociano.

Ma la vita perfettamente organizzata che racconto sul mio blog sta per essere sconvolta, anche se ancora non lo so. Perché a volte basta un momento, un'immagine, un incontro casuale per far crollare tutte le nostre certezze. E quel momento sta per arrivare, proprio quando meno me lo aspetto.



 

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